Al momento stai visualizzando Rallentare

Rallentare

  • Categoria dell'articolo:Racconti
  • Commenti dell'articolo:0 commenti
  • Tempo di lettura:11 minuti di lettura

Lo scorso autunno mi sono recato in Abruzzo, sul Gran Sasso, per scattare qualche foto durante una delle stagioni più belle e interessanti, non solo fotograficamente parlando. La foto che vedi l’ho fatta dal Monte Aquila sul quale mi sono recato alle prime ore del pomeriggio, in attesa del tramonto. Trattandosi di un giorno infrasettimanale ero praticamente da solo lassù e aver passato diverse ore immerso in quel silenzio mi ha fatto riflettere su diverse cose. Mi sono recato per tempo sul luogo dove avrei fatto i miei scatti per poter studiare bene la location e anche per godere di quella meraviglia, in attesa che il sole iniziasse la sua discesa per poi lasciare posto alla luna e alle stelle. Mi sono seduto lassù a quota 2500 metri circa e ho osservato l’infinito panorama che si estendeva tutto intorno a me.
La sensazione principale che avvertivo era quella di sentirmi a casa, in un luogo familiare in cui ero completamente a mio agio, tutto ciò che vedevo e che respiravo era parte di me, mi sentivo realmente un tutt’uno con ciò che mi circondava. Un incredibile silenzio, spezzato solo dal vento che in realtà non faceva che arricchire ulteriormente quell’atmosfera magica, mi ha permesso di ascoltarmi, di osservarmi e chiedermi cosa volessi davvero nella mia vita.
Una cosa su tutte ho pensato, RALLENTARE.

Non sprecare il tuo tempo

Ti capita mai di arrivare a sera senza aver mai realmente percepito che fossero già passate tutte quelle ore da quando ha suonato la sveglia la mattina?
Ti capita mai di pensare a quanto tempo si lascia passare senza esserne consapevoli? E ancor peggio senza accorgersi di averlo vissuto? Mentre ero lassù pensavo esattamente a questo e a quanto sia incredibile come siamo bravi a sprecare la risorsa più importante a nostra disposizione, sì proprio lui, il tempo. Ho iniziato così a percepire la necessità, dentro di me, di rallentare, di smettere di occuparmi di cose che non voglio fare ma che vanno fatte, di smettere di dire sì quando in realtà vorrei dire no, di smettere di mettermi in secondo piano per il bene di qualcun altro.
Il mondo di oggi è un caos ormai incontrollato dove succede di tutto, una giungla in cui conta più l’apparire che l’essere, la forma più che la sostanza, ma tutto questo porta l’essere umano a perdersi perché privo di riferimenti reali, perché spinto alla tentazione ogni singolo giorno. Vogliamo tutto e subito, abbiamo perso il piacere dell’attesa, corriamo così tanto che arriviamo al punto di non sapere nemmeno più perché lo facciamo, diventa un’abitudine, una cosa normale quando in realtà non lo è affatto.
Quel silenzio, la pace di quella natura selvaggia e maestosa mi hanno portato in una dimensione più adatta alle mie frequenze, in un’armonia tra mente e cuore altrimenti difficilissima da ritrovare. Ecco, ho pensato, è così che mi voglio sentire, è così che posso vivere il tempo, come un alleato e non un nemico contro cui combattere.
Rallentare, imparare ad ascoltarmi, ad osservarmi, a prendere contatto con la parte più intima di me, per capire chi sono realmente e cosa davvero voglio fare nella vita, perché possa avere quel senso che in fondo vado cercando. Nel mio caso quel richiamo è scaturito dalla natura, per te può avvenire facendo altro, non è quello che conta, l’importante è imparare a rimanere in ascolto delle proprie sensazioni per poter così percepire ogni piccolo movimento delle nostre cellule, ogni singola vibrazione del nostro corpo, perché quelli sono i segnali che ci condurranno al di fuori di quel caos che la vita frettolosa genera in ognuno di noi. Ho voluto trasformare la mia vita per rispettare la mia natura, per coerenza con ciò che sento di essere e per fare questo ho dovuto senza meno rallentare, ma soprattutto mi sono dovuto armare di coraggio perché le scelte che ho deciso di mettere in atto lo richiedevano. Si dice che la vita sia come un treno che passa di stazione in stazione, ma se tu non ti fai trovare quando arriva stai pur certo che non ti aspetta.
Riprendere contatto con me stesso mi ha anche permesso di vedere quanto il tempo si sia dilatato quando lo vivo in presenza e con consapevolezza. Succede quando riesci a trovare quello stato di calma e serenità che ti permette di portare la mente sul momento presente, impedendole di andare avanti nel futuro con preoccupazioni per cose che devono ancora accadere, o indietro nel passato per rivivere momenti che non tornano più.

Trova la tua chiave

Una volta arrivato il tramonto ho scattato le mie foto e dopo aver rimesso tutto nello zaino mi sono guardato intorno un’ultima volta e ho ringraziato quel luogo splendido per avermi accolto come fossi stato un suo figlio, per avermi fatto sentire parte di quegli orizzonti sconfinati e avermi dato conferma di quanto le mie scelte di vita siano state le migliori che potessi mai fare. Fisicamente, in quanto essere umano, ho dei limiti, ma la mia anima e il mio cuore possono raggiungere vette incredibili, traguardi che nemmeno io sono in grado di conoscere anzitempo. Posso solo dire di essere convinto che ci sia qualcosa di grande dentro ognuno di noi e sta a noi trovare la chiave giusta per aprire lo scrigno della nostra essenza, e lasciare che venga fuori alla luce del sole per accompagnarci sempre, in ogni istante del nostro tempo.
Potrei dire che quella chiave per me sia stata proprio la fotografia, la scusa per uscire dalle mie zone di comfort e andare alla ricerca del nuovo, dello sconosciuto, cercando anche di andare oltre quelle che all’apparenza potevano sembrare paure e che in realtà erano solo insicurezze date dalla mancanza di esperienza e, dunque, di conoscenza. Credo sia proprio vero che per ritrovarsi a volte sia necessario perdersi ed io amo farlo in mezzo alla natura, amo abbandonarmi ad essa e sentire di quanto amore ci si possa circondare se ce lo permettiamo, quanto ci si possa sentire felici senza un evidente motivo ma diventare consapevoli di quanto essere sia già un prezioso ingrediente che rende la ricetta della vita migliore.

Abbi il coraggio di vivere

Ora non ho più paura di perdermi, perché ho imparato che quando le cose non vanno come vorrei è perché devono andare diversamente, e allora faccio in modo e maniera di capire cosa voglio davvero, cosa sento dentro nel profondo, perché forse non stavo ponendo l’attenzione nella giusta direzione, forse ero solo spinto da un desiderio figlio della mente e non da una necessità dell’anima. Il mio metodo per imparare a fare tutto questo è stato rallentare, scegliere di vivere e non di sopravvivere, mettermi in gioco e uscire allo scoperto anche se mi costa molto farlo perché sono una persona tendenzialmente molto riservata e schiva, un orso come si tende a dire in gergo.
Dentro di me qualcosa ha iniziato a ribollire, aveva bisogno di uscire ed io non potevo più fare finta di niente, non potevo e non riesco più a soffocare la pressione che si è creata perché ho capito che non stavo vivendo a pieno il mio tempo, lo stavo semplicemente osservando come fossi seduto sulla riva di un fiume, privato del coraggio di alzarmi e tuffarmici dentro per lasciarmi trasportare dalla corrente e scoprire dove mi avrebbe portato.

Anche tu puoi farlo

Rallentare mi ha permesso di accorgermi che quel coraggio non era assente dentro di me, era solamente nascosto e una volta visto non ho più potuto fare finta di niente.
Mi auguro che anche tu che stai leggendo queste righe, possa avere quel luogo magico in cui tutto rallenta e ti senti a casa, e ti auguro di accorgerti che sei capace di molte più azioni di quante ne puoi pensare con la mente, perché credimi che è così.
Ti auguro infine di trovare il tuo modo di rallentare per fare del tuo tempo un alleato, un degno compagno di viaggio, il valore aggiunto con cui arricchire di bei momenti ogni istante che ti è dato vivere.

Una volta arrivato il tramonto ho scattato le mie foto e dopo aver rimesso tutto nello zaino mi sono guardato intorno un’ultima volta e ho ringraziato quel luogo splendido per avermi accolto come fossi stato un suo figlio, per avermi fatto sentire parte di quegli orizzonti sconfinati e avermi dato conferma di quanto le mie scelte di vita siano state le migliori che potessi mai fare.
Fisicamente, in quanto essere umano, ho dei limiti, ma la mia anima e il mio cuore possono raggiungere vette incredibili, traguardi che nemmeno io sono in grado di conoscere anzitempo. Posso solo dire di essere convinto che ci sia qualcosa di grande dentro ognuno di noi e sta a noi trovare la chiave giusta per aprire lo scrigno della nostra essenza, e lasciare che venga fuori alla luce del sole per accompagnarci sempre, in ogni istante del nostro tempo.
Potrei dire che quella chiave per me sia stata proprio la fotografia, la scusa per uscire dalle mie zone di comfort e andare alla ricerca del nuovo, dello sconosciuto, cercando anche di andare oltre quelle che all’apparenza potevano sembrare paure ma che in realtà erano solo insicurezze date dalla mancanza di esperienza e dunque di conoscenza.
Credo sia proprio vero che per ritrovarsi a volte sia necessario perdersi ed io amo farlo in mezzo alla natura, amo abbandonarmi ad essa e sentire di quanto amore ci si possa circondare se ce lo permettiamo, quanto ci si possa sentire felici senza un evidente motivo ma diventare consapevoli di quanto essere sia già un prezioso ingrediente che rende la ricetta della vita migliore.
Ora non ho più paura di perdermi, perché ho imparato che quando le cose non vanno come vorrei probabilmente è perché devono andare diversamente, e allora faccio in modo e maniera di capire cosa voglio veramente, cosa sento dentro nel profondo, perché forse non stavo ponendo l’attenzione nella giusta direzione, forse ero solo spinto da un desiderio figlio della mente e non da una necessità dell’anima.
Il mio metodo per imparare a fare tutto questo è stato rallentare, scegliere di vivere e non di sopravvivere, mettermi in gioco e uscire allo scoperto anche se mi costa molto farlo perché sono una persona tendenzialmente molto riservata e schiva, un orso come si tende a dire in gergo.
Ma dentro di me qualcosa ha iniziato a ribollire, aveva bisogno di uscire ed io non potevo più fare finta di niente, non potevo e non riesco più a soffocare la pressione che si è creata perché ho capito che non stavo vivendo a pieno il mio tempo, lo stavo semplicemente osservando come fossi seduto sulla riva di un fiume, privato del coraggio di alzarmi e tuffarmici dentro per lasciarmi trasportare dalla corrente e scoprire dove mi avrebbe portato.
Rallentare mi ha permesso di accorgermi che quel coraggio non era assente dentro di me, era solamente nascosto e una volta visto non ho più potuto fare finta di niente.
Mi auguro che anche tu che stai leggendo queste righe, possa avere quel luogo magico in cui tutto rallenta e ti senti a casa, e ti auguro di accorgerti che sei capace di molte più azioni di quante ne puoi pensare con la mente, perché credimi che è così.
Ti auguro infine di trovare il tuo modo di rallentare per fare del tuo tempo un alleato, un degno compagno di viaggio, il valore aggiunto con cui arricchire di bei momenti ogni istante che ti è dato vivere.

Lascia un commento